di La Redazione
La Festa Mercato di Sant'Antonio Abate è ormai alle spalle.
Ma i costi dell'evento organizzato dall'Assessorato al Turismo, alle Attività Produttive ed al Marketing Territoriale del Comune di Giovinazzo in collaborazione con l'associazione Apedante restano.
Turismo, artigianato e sapori tipici hanno dato lustro alla città di Giovinazzo in una delle più significative operazioni di marketing territoriale tra quelle che si svolgono in provincia di Bari.
Ma non tutti sono d'accordo. Nella schiera degli oppositori figura Nicola Lasorsa (nella foto), giornalista giovinazzese di lungo corso, che, attraverso una lettera aperta, esamina l'aspetto economico: quanto ci è costata la Festa Mercato di Sant'Antonio Abate?
Quella del 2010, secondo la determinazione n. 998 del 31 dicembre 2009 scovata dall'ex collaboratore del mensile Okkio, è costata 19.429,59 euro.
«Domenica 17 gennaio - scrive Nicola Lasorsa - si è svolta in città la tradizionale festa di Sant'Antonio Abate da tutti riconosciuto come il protettore degli animali.
A tal proposito la mattina c’è stata la benedizione degli animali, mentre la giornata si è conclusa con i falò che hanno visto la tradizionale distribuzione di fave, olive e numerosi bicchieri di vino.
L’unica nota stonata di questa antichissima manifestazione è stata la presenza in piazza Vittorio Emanuele II di numerose bancarelle che disdicevano con la festa del santo.
L’assessore al ramo (Gaetano Dagostino, nda) come già fa per altre sue costose manifestazioni, può trasferire questo nuovo mercato in altre zone cittadine possibilmente lontane dai piedi di Palazzo di Città e della chiesa San Domenico.
È ridicolo farsi vanto dell’organizzazione di questo "mercato" che ha visto una spesa complessiva di 19.429,59 euro secondo la determinazione n. 998 del 31 dicembre 2009.
In illo tempore fu consigliato di coinvolgere nella festa di Sant'Antonio Abate solo gli autori dei vari fuochi cittadini pagando loro le spese vive ed eventualmente istituendo un simbolico premio.
Purtroppo, il protagonismo con i soldi degli altri continua ad imperversare in questa città. Ancora un altro anno di purgatorio poi, speriamo di entrare trionfalmente in paradiso».
Nicola Lasorsa però non si limita solo a commentare la festività di Sant'Antonio Abate, ma spazia e racconta la realtà cittadina. Ecco un nuovo viaggio del navigato giornalista tra «gli sprechi - dice - di questa ridente città».
«Purtroppo - si legge ancora - il verbo "risparmiare" non rientra nella grammatica dei nostri amministratori comunali.
In occasione del Natale era nata in me la speranza, visti i numerosi tagli nelle manifestazioni del passato, che finalmente ci sarebbe stato un impiego più oculato del denaro pubblico. Invece, no!
Come gia dicevamo la festa di Sant'Antonio Abate è costata circa 19.500 euro ai quali vanno aggiunti 2.545 euro (determinazione n. 351 del 31 dicembre 2009) per ospitare alcuni amministratori della gemellata città di Guastalla che hanno anche organizzato un grosso stand per pubblicizzare e vendere i propri prodotti.
Quante volte siamo stati invitati a Guastalla per pubblicizzare i nostri prodotti? E nei giorni scorsi si è parlato di un nuovo gemellaggio con la città di Gabicce. Si sta tentando, forse, di diversificare le prossime vacanze estive?
Nell'ultimo articolo pubblicato su codesto giornale avevo parlato dei tanti incarichi assunti dal sindaco Antonello Natalicchio (sindaco, dirigente scolastico e novello presidente dell’A.T.O., nda) ponendomi una domanda: come fa ad ottemperare ai cresciuti impegni?
Quanto costa questo signore alla nostra comunità?
Ora, come se non bastasse, siamo costretti a pagare il vice sindaco (Pasquale Tempesta, nda) quando lo sostituisce e che solo nel mese di dicembre 2009 ha percepito un compenso saldo di 465 euro, secondo la determinazione n. 541 del 31 dicembre 2009. Maggioranza e opposizione sono d’accordo su tutto ciò?
Altre spese riguardano la sistemazione delle fontane pubbliche (prima quella di via Bitonto ora anche quella di via Agostino Gioia).
Secondo il presidente del Consiglio Comunale è opera di boicottatori che rendono vani gli interventi (ognuno dei quali costa circa 500 euro).
Ma si può ovviare a questo nuovo inconveniente magari utilizzando i soldi ricavati dal pagamento del suolo pubblico degli stand in occasione della festa di Sant'Antonio Abate dotando, momentaneamente, qualche fontana di una apposita telecamera?
È un consiglio per cercare di risolvere questo nuovo tipo di sciacallaggio.
Molti mi hanno chiesto il motivo per cui ho indirizzato alcune mie missive alla redazione di GiovinazzoLive.it. Semplice! Mi sono reso conto che le notizie pubblicate dai giornali locali quasi mai vengono prese nelle dovute considerazioni.
Oggi siamo di fronte alla pubblicizzazione di una nuova discarica abusiva che già negli anni passati era stata segnalata. Quest’ultima si trova sulla strada per il quartiere San Pio ed ha posto un grosso problema all’Assessorato all'Ambiente che vorrebbe bonificare la zona con i fondi comunali.
A cosa servirebbe la bonifica se nel prossimo futuro non ci saranno i dovuti controlli?
Lo avevo detto molte volte in passato: siamo in presenza di una giunta comunale sprovveduta e incapace di fare politica. Questa tesi ha avuto testimonianza nell’ultima vicenda relativa alla nomina dei Revisori dei Conti.
La maggioranza ha provveduto alla nomina dei tre revisori senza tenere in alcuna considerazione le norme statutarie che prevedono un revisore di minoranza. Questa, signori, è anarchia o comunismo puro?
Qualche giorno fa è stato istituito il G.A.L. (Gruppo di Azione Locale, nda) "Fior d’Olivi" cui aderiscono le città di Giovinazzo, Bitonto e Terlizzi. Nell’incontro del 21 gennaio è sorto il primo intoppo relativo alle modalità di voto, motivo per cui la metà dei soci presenti ha abbandonato l’assemblea.
Ora si sta tentando di ricucire lo strappo visto che in ballo ci sono più di 11 milioni di euro da destinare allo sviluppo locale. Purtroppo la gente per il danaro è pronta a sbranarsi. Che mondo ragazzi!».