martedì 22 maggio 2012 Politica
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Le immagini dello spoglio

Ripercorriamo quel che è successo nel lungo pomeriggio di ieri durante la nostra diretta dai comitati elettorali

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Bagno di folla per Tommaso Depalma
Bagno di folla per Tommaso Depalma © Nicola Marinelli

Giovinazzo ha scelto inequivocabilmente di ripartire con una nuova squadra di governo, con un diverso modo di interpretare la politica. E la svolta è arrivata in un pomeriggio carico di emozioni contrastanti.

Un pomeriggio, quello di ieri, che proviamo a rivivere nei sentimenti prima che diventi una delle tante pagine di storia cittadina.

Qualche minuto prima delle ore 15.00, ora di chiusura delle operazioni di voto: un piccolo boato nel giardino della scuola elementare di via Papa Giovanni XXIII, sede dei primi sette seggi, scuote l’apparente tranquillità pomeridiana.

Un episodio ovviamente condannabile ma senza la minima conseguenza sulla votazione o sullo spoglio.

Spoglio che parte in coincidenza con l’arrivo del dato ufficiale dell’affluenza (11393 votanti, pari al 60,90% degli aventi diritto) dall’Ufficio Elettorale.

Alle ore 15.15 sono state aperte ancora poche schede ma è già chiaro che non ci sarà il testa a testa che in molti avevano preventivato. I volti dei presenti nelle sedi di partito non fanno altro che confermarlo.

Siamo nella storica sezione del Partito Democratico quando iniziano ad arrivare uno dietro l’altro i dati definitivi delle prime 8 sezioni: il candidato sindaco della coalizione ha già quasi mille voti di svantaggio e tutti (Andrea Brancato, Giovanna Maglia, Carolina Serrone, Gaetano Viscoso, Maria Restivo, semplici militanti…) sono pietrificati sulle loro sedie, o al massimo scuotono il capo mormorando qualcosa.

I fedelissimi più anziani vanno via perché il grafico proiettato crea troppa sofferenza.

Dall’altra parte invece ci sono sorrisi smaglianti ma si predica ancora calma; Enzo Fusaro e Tonio Bavaro si trincerano dietro la scrivania, dietro il computer.

Nel P.D. qualcuno inizia a parlare mentre già si sente qualche clacson solitario.

Arriva il segretario Gianni Camporeale che fa qualche telefonata e guarda incredulo la tabella che certifica la sconfitta in tutti i seggi.

Poco dopo arriva Lia Dagostino, il candidato sindaco che saluta i compagni d’avventura, sconsolata parlotta con le donne del partito, trattiene l’emozione ma non ci nega un commento a caldo. Forse il più deluso è il Antonello Natalicchio, glielo si legge chiaramente in viso.

Qualcuno accetta la sconfitta e parla già di errori commessi su cui riflettere.

Nel frattempo la strada in salita che conduce alla sede di Giovinazzo Città del Sole continua a popolarsi di tanta gente comune e soprattutto di tanti giovani.
Confuso tra loro anche il consigliere regionale Nicola Canonico, leader dei Moderati e Popolari.

Arrivano ancora dati dalle sezioni ma ormai non interessano più a nessuno. C’è chi sorride rilassato, chi sembra che si sia tolto un peso, chi ancora non ci crede, chi sembra che abbia vinto lo scudetto.

Gli esponenti di quel centrodestra che si è speso sembrano mostrare la serenità di chi sa di aver fatto la cosa più giusta. Pietro Sifo è raggiante e Sara Achille addirittura piange per la felicità.

Compaiono i futuri consiglieri e si abbracciano tra loro come giocatori della stessa squadra, alcuni fanno trapelare la grinta, altri trattengono le lacrime. Tutti ci dicono che in fondo «ha vinto la città».

Applausi per Garibaldi in bicicletta, spuntano bandiere con simboli più o meno noti, suona una sirena e da un’auto con tutte le porte aperte giungono le note dell’Inno di Mameli e di We are the champions.

Cresce l’attesa, ma questa volta non per i numeri ma per il candidato sindaco, anzi per il sindaco. E Tommaso Depalma finalmente arriva quando sono le ore 17.00 ed è un bagno di folla.

Baci, abbracci, foto, telefonate dai parenti dei presenti che vivono anche molto lontano.

Qualche secondo solo per la stampa, giusto il tempo di dichiarare la propria soddisfazione, di ringraziare la squadra e gli elettori, e di promettere impegno.

Poi finisce tra le sue mani una bottiglia di spumante e dopo un sorso Tommaso Depalma innaffia i tantissimi amici come fa un pilota di Formula 1 dopo la vittoria.

Arrivano gli ultimissimi dati, quelli della sezione 23, che fissano il divario tra i due contendenti sui 2.700 voti, una enormità. Ma la gente è già lontana dal tabellone, sta scortando il sindaco in piazza per gli altri saluti.

Alle ore 17.30 giunge accompagnata dai giovani del suo partito Lia Dagostino e c’è l’abbraccio sincero, la bellissima immagine che sancisce la fine di una guerra elettorale.

Si chiacchiera ancora tanto ai piedi del palco perché bisogna aspettare il comizio di ringraziamento che comincerà alle ore 21.00 circa.

E a quell’ora c’è tantissima gente contenta di aver vinto una battaglia comune o speranzosa che le cose vadano così come è stato promesso.

I vincitori salgono sul palco soddisfatti ma pacati, anche perché c’è da rispettare il dolore che sta affliggendo altre comunità italiane e c’è già il pensiero al lavoro che si sarà da fare.

Tanti applausi, gli ultimi saluti e nell’aria si respira serenità.

Quando ormai è notte e in giro ci sono solo pochissime persone, che ovviamente continuano a commentare il fatto del giorno, anche la redazione di GiovinazzoLive.it può festeggiare.

Nel corso della giornata si sono collegati al sito ben 5.132 computer ansiosi di sapere chi sarebbe stato il nostro nuovo sindaco.

Tra questi anche tanti giovinazzesi all’estero, residenti per esempio in tutti i Paesi europei, negli Stati Uniti, in Canada, in Brasile, in India, in Australia.

E allora un po’, consentitecelo dopo un periodo di duro lavoro, ci sentiamo vincenti anche noi.

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