di
La Redazione
Foto: ©
GiovinazzoLive.it
Anche stavolta, a poco meno di un mese dall’incendio di via Bari, è stata un’autentica ecatombe.
Quattro autovetture in fiamme tutte insieme (tre completamente distrutte ed un'altra solo in parte danneggiata, ndr) e da quelle, una colonna di fuoco che ha annerito la facciata di un intero palazzo facendo passare ore di paura per i residenti.
Il fatto è avvenuto questa notte, intorno alle ore 04.30, in via De Turcolis (nella foto), nel rione Libertà, a pochi passi dal lungomare Marina Italiana.
Ed anche in questo caso si tende ad escludere l’ipotesi del corto circuito ed a propendere per il dolo.
Secondo i primi accertamenti, infatti, le fiamme sarebbero partite da una Fiat Croma «che - a detta di molti testimoni - era lì ferma da mesi» per poi propagarsi ad una Grande Punto, ad una Skoda Fabia e ad una Ford Fusion, quest’ultima lievemente arrostita sul lato destro.
Ma come sempre, nessuna traccia plausibile di inneschi o altro materiale infiammabile è stata rilevata dagli investigatori.
Sta di fatto che le quattro autovetture, tutte parcheggiate in una gola ricavata ai piedi di uno stabile, erano così vicine fra loro da fare sì che il rogo della prima si sia inevitabilmente propagato alle altre e, in pochi minuti, sia levata verso i balconi una densa colonna di fuoco e fumo.
Fiamme improvvise e violente che hanno aggredito la facciata dell’edificio, annerendola fino al terzo piano, e che hanno colto nel sonno quasi tutti i residenti dello stabile, costringendoli ad una precipitosa fuga in strada.
La paura degli inquilini è cresciuta in maniera proporzionale all’attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco, giunti dal vicino Distaccamento di Molfetta in una dozzina di minuti. Oltre alle autobotti, in via De Turcolis sono arrivati anche i Carabinieri della Stazione di Giovinazzo e quelli del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Molfetta.
Abbastanza rapide le operazioni di spegnimento delle fiamme, ma intanto, con il sorgere delle prime luci dell'alba, è apparso in tutta la sua evidenza lo stato fortemente compromesso della facciata della palazzina, ai piedi della quale, rimosse le autovetture, sono comparse le transenne atte ad interdire la sosta.
In strada, durante le concitate fasi di spegnimento del terzo rogo del nuovo anno, c’erano molti residenti di via De Turcolis. Pure in vestaglia, perché nella convulsa evacuazione non hanno avuto il tempo di togliersi di dosso la tenuta da letto.
A prestare un primo soccorso a chi aveva bisogno sono stati anche i residenti dei palazzi vicini.
Una bottiglia d’acqua, una pacca sulla spalla, una semplice parola di conforto: l’emergenza roghi, qui a Giovinazzo, dall'autunno del 2010, si fronteggia anche così.
Certo è che, ormai, i casi sono diventati tanti, le autovetture coinvolte nei roghi ben 65 e gli incendi in serie cominciano ad insospettire più d'uno.
«Dobbiamo per forza di cose affidarci agli investigatori - ha affermato stamane un residente - perchè noi semplici cittadini non abbiamo né i mezzi né le capacità operative per contrastare un fenomeno che diventa sempre più grave».
Una sorta di strategia della tensione, in parte legata a fenomeni ritorsivi ed a beghe fra privati o addirittura a contrasti fra familiari, in parte dai risvolti ancora oscuri, forse riconducibili ad un gruppo di ragazzi disadattati o ad un uomo mentalmente disturbato che ormai in maniera scientifica colpisce quasi con forma maniacale.
E continua a ferire a morte la città.
Notizia successivaIndice