Libri

"Memorie", sabato la presentazione del libro di monsignor Giuseppe Milillo

Appuntamento alle 19,30 all'auditorium don Tonino Bello. Annunciata la presenza del vescovo Domenico Cornacchia

Cultura
Giovinazzo martedì 18 aprile 2017
di La Redazione
Don Giuseppe Milillo © Nc

Sarà presentato sabato 22 aprile alle 19,30 presso l'auditorium don Tonino Bello della parrocchia Immacolata il libro di monsignor Giuseppe Milillo intitolato "Memorie". Ad illustrare il volume interverrà Agostino Picicco, giornalista e scrittore e autore della prefazione. Introdurrà e modererà la presentazione il parroco dell’Immacolata don Gianni Fiorentino. Prevista la presenza del vescovo della diocesi monsignor Domenico Cornacchia e del sindaco di Giovinazzo Tommaso Depalma.

Una raccolta di memorie personali, familiari e comunitarie

Il libro di don Giuseppe, si legge in una nota, pubblicato significativamente in quest’anno in cui compirà ottanta anni di età e cinquantacinque anni di ordinazione sacerdotale, si presenta come una raccolta di memorie personali, familiari e comunitarie, impreziosito da un ricco apparato fotografico, e ripercorre gli anni dei suoi esordi sacerdotali, del lungo e fecondo sacerdozio presso l’Immacolata di Giovinazzo, della costruzione del nuovo edificio di culto, e gli incarichi ecclesiali affidatigli dai vescovi diocesani.

«Il contesto sociale, culturale, ecclesiale - scrive Agostino Picicco nella prefazione del libro- fa da sfondo al tuo percorso di seminarista, sacerdote, parroco, docente, passando dagli anni antecedenti il Concilio a quelli del rinnovamento ecclesiale, alla vita della città che ti ha sempre considerato punto di riferimento per le vicende della chiesa locale. Alla cronaca personale e cittadina (anche la cronaca nera come quando subisti un’aggressione nella quale ti ferirono o quando bruciarono alcuni locali della parrocchia) si uniscono le vicende dei tuoi familiari, degli amici, dei collaboratori, insomma delle persone che hanno costituito il tessuto della tua esistenza, che hanno irrobustito la tua umanità, che hanno confortato le tue giornate e offerto la base per le tante iniziative delle quali sei stato protagonista con i giovani, con i laici in generale, con le confraternite, ecc.In particolare da questo scritto emerge la novità che hai rappresentato per Giovinazzo nell’offrire un modello parrocchiale a misura di giovani, coinvolgendoli nelle attività e valorizzando l’intraprendenza e l’entusiasmo tipici di quell’età. Oltre ai ricordi, nei quali in tanti ci riconosciamo, il tuo scritto offre anche alcuni messaggi ai lettori: l’attaccamento alla propria città, il legame con la chiesa locale e con il vescovo, il servizio ai parrocchiani, il ricordo dei tanti giovani che hanno giocato, pregato, riflettuto nella parrocchia Immacolata (prima che si implementassero palestre, scuole di musica, piscine, ecc., la parrocchia era un riferimento territoriale per tutti) e che poi sono andati via per le varie vicende della vita… ma ti sono rimasti nel cuore prima ancora che nella memoria. Insomma, caro don Giuseppe, hai contribuito alla crescita umana e spirituale di varie generazioni, hai amato la tua città risultandone riferimento importante, hai offerto un modello di parrocchia viva sul territorio. E ora che non hai più un ruolo, quanto meno formalmente inteso, continui il tuo atto d’amore portando dal passato gli stimoli di entusiasmo che hanno reso dinamico il tuo essere sacerdote. Per questo ti siamo grati e ti auguriamo che il tuo scritto possa rinverdire anche nei lettori i ricordi dolci e struggenti di anni bellissimi della nostra formazione, ricchi – anche grazie a te – di amicizia, amore, stupore».

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