La nota

Agesc, il giovinazzese Michele Dimiddio eletto segretario nazionale

L'associazione genitori scuole cattoliche ha rinnovato le proprie cariche

Attualità
Giovinazzo domenica 11 marzo 2018
di La Redazione
Michele Dimiddio
Michele Dimiddio © Nc

Il XVIII Congresso Nazionale AGeSC, l'Associazione Genitori Scuole Cattoliche, ha rinnovato il proprio esecutivo, eleggendo 11 membri. Il Nuovo presidente è Giancarlo Frare, veneto di Treviso; vice presidente Claudio Masotti, di Milano. Nel ruolo di segretario nazionale è stato eletto Michele Dimiddio, socio AGeSC da vent’anni. Dimiddio, di origine pugliese ma trevigiano di adozione, ha vissuto a Giovinazzo fino a 26 anni ed è spesso presente in Puglia dove intrattiene rapporti famigliari e di amicizia da sempre. Molto impegnato nella parrocchia di San Giuseppe, ha compiuto significative esperienze formative con don Michele Fiore e con don Tonino Bello, dal quale è stato cresimato.

«Mission di questo mandato sarà proprio l’allargamento della piattaforma dei genitori che condividono la nostra visione in ogni territorio del Paese – afferma Michele Dimiddio in una nota – e l’organizzazione di una squadra composta da soci AGeSC presenti nelle varie regioni e referenti per la Formazione Professionale. Per l’alternanza scuola lavoro potremo mettere a disposizione del sistema statale di istruzione le competenze educative che le nostre scuole hanno nel DNA, favorendo sinergie, integrazione ed inclusione. Anche i nostri CFP possono diventare laboratori di formazione da rendere disponibili, iscrivendoli al MIUR come soggetti di alternanza, illuminando così percorsi di valore e mettendoli in rete come opportunità. Il MIUR ha costituito una Commissione sul costo standard, di cui facciamo parte. Tra i nostri obiettivi la qualificazione del costo sostenibile per garantire il diritto fondamentale all’istruzione nel rispetto della piena libertà di scelta educativa propria delle famiglie. Definendo un costo standard in analogia con altri settori (es. sanità) – conclude Dimiddio - si potrà ottimizzare la distribuzione delle risorse e arrivare ad un sistema più omogeneo di istruzione in tutto il Paese’. Per Frare e Dimiddio si profila dunque un servizio di volontariato impegnativo, connotato dalla doppia sfida di dover operare in una società pervasa da culture e visioni diverse e contemporaneamente promuovere una scuola cattolica che sembra aver perso senso in questa realtà e in un quadro politico frammentario e incerto determinato dalle recenti elezioni».

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