La storia

Vincenzo e Paolina, giovinazzesi di Sesto San Giovanni: una storia d'amore lunga 72 anni

La coppia, che da più di mezzo secolo vive in Lombardia, ha celebrato la longeva unione. La figlia: «Portano Giovinazzo sempre nel cuore, ancora adesso per loro è quella la loro casa»

Attualità
Giovinazzo venerdì 12 gennaio 2018
di Nicola Palmiotto
Vincenzo e Paolina
Vincenzo e Paolina © il giorno.it

Un amore che dura da 72 anni, nato sulle macerie della guerra e proseguito attraverso le difficoltà dell’emigrazione, ma benedetto dalla nascita di cinque figli. Sullo sfondo c’è Giovinazzo, un luogo che resta custodito nel profondo del cuore. Loro si chiamano Vincenzo Depalo (94) e Paolina Barile (92), sono nati a Giovinazzo, ma da più di mezzo secolo vivono a Sesto San Giovanni in provincia di Milano. La loro storia è balzata agli onori delle cronache perché il comune in cui risiedono a dicembre scorso ha celebrato con una cerimonia la loro longeva unione. «Ogni anno l’amministrazione celebra gli anniversari di matrimonio - spiega una delle figlie della coppia a GiovinazzoLive.it -. Per quelli più importanti, dai 50 anni in su, organizza una cerimonia in sala consiliare. I miei genitori non hanno potuto partecipare perché sono troppo anziani, ma abbiamo presenziato noi figli».

IL MATRIMONIO Era il 9 dicembre del ’45, quando a Giovinazzo Vincenzo e Paolina pronunciarono il fatidico “sì”. L’Italia era da poco uscita dalla guerra, un’esperienza tragica che Vincenzo ha vissuto sulla propria pelle. Partito soldato fu catturato e tenuto prigioniero in un campo di concentramento vicino Linz in Austria, dove è rimasto per due anni e sette mesi. «Non ha mai più voluto sentire né vedere niente della guerra - racconta la figlia -. Ci diceva qualcosa ma senza scendere nei dettagli. Quello che ha visto e che ha subito in quelli anni lo hanno segnato per sempre».

L'EMIGRAZIONE Al ritorno a Giovinazzo però per Vincenzo è sbocciata la speranza di potersi riprendere quello che la guerra gli aveva tolto. Ha preso in sposa Paolina e ha cominciato a lavorare nelle Afp. «Alla fine degli anni ’50 siamo andati in Svizzera - prosegue la figlia - dove mio papà ha trovato lavoro in una fabbrica tessile, da lì, era il ’62, ci siamo trasferiti a Sesto». In Lombardia Vincenzo trova lavoro al Comune come addetto alla manutenzione, ma la vita resta difficile. «Furono anni durissimi - sospira la figlia -, abbiamo provato sulla nostra pelle quello che i migranti provano ora. Non è stato per niente facile, per esempio allora ai meridionali non davano le case».

GIOVINAZZO NEL CUORE Gli sforzi di Vincenzo e Paolina però vengono premiati: i figli crescono, si sposano e nascono i nipoti e dopo tanta fatica per loro due arriva il meritato riposo. Giovinazzo, dal quale mancano ormai da tantissimi anni, resta però un magnete capace ancora oggi di esercitare una irresistibile attrazione. «Portano Giovinazzo sempre nel cuore, ancora adesso per loro la vera casa è lì. In famiglia abbiamo sempre tenuto vive le tradizioni giovinazzesi: a Natale prepariamo le frittelle e il torrone», assicura la figlia. Un legame tanto forte quanto struggente: «Noi non siamo lombardi - dice malinconica la figlia -, ma non siamo nemmeno più di Giovinazzo. Per noi Giovinazzo resta importante perché lì ci sono le nostre origini. A volte però ci sentiamo un po’ dimenticati, è facile dimenticarsi di chi va via».

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