di
Giuseppe Dalbis
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GiovinazzoLive.it
L’avevamo trovato sotto l’albero come un qualunque regalo di Natale. Lui però era nientemeno che Francesco Mastro (nella foto), il candidato sindaco appena designato dal neonato Terzo Polo.
Il noto penalista giovinazzese era stato scelto perché «giovane ma esperto, capace di interpretare lo spirito di rinnovamento» proprio della coalizione.
E lui, a caldo, aveva dichiarato: «È ora di dire basta alle divisioni ed agli scontri, bisogna rendersi conto che il nostro Palazzo di Città è una grande famiglia di cui tutti si sentono figli».
Da allora, con il sogno della grande famiglia sempre in testa, ha cercato di trovare l’intesa con altre forze (meglio se del centrosinistra), anche con l’aiuto di Michele Emiliano, suo amico personale e presidente del Partito Democratico regionale.
Sempre senza affidare alcun pensiero alla stampa locale.
Fino ad oggi, quando il legale si è messo davanti al suo computer e ci ha inviato una e-mail che qui vi riportiamo.
«Sono stato proposto - ci scrive - come candidato sindaco da una coalizione composta da Unione di Centro, Alleanza per l'Italia, Futuro e Libertà e Lista Emiliano, attendendo, pertanto, quale dei nomi a disposizione del Partito Democratico fosse stato proposto e con cui confrontarci per la finale decisione di una candidatura unitaria che, nella ipotesi, avrebbe di certo ambito ad una sicura vittoria già al primo turno.
Con sommo stupore, tuttavia, mi sono trovato di fronte ad un Partito Democratico che, già nel suo interno, sembra aver demolito e soffocato "berlusconianamente" ogni legittima aspirazione alla candidatura dei propri iscritti e amministratori ancora in carica ed ex.
A questo punto, supportato dalla presidenza regionale del Partito Democratico pugliese, abbiamo radunato una serie di forze moderate disponibili al dialogo ed al confronto.
E abbiamo proposto, a quella parte del Partito Democratico che candida un nome ancora ignoto ed imposto, un colloquio, ottenendo un netto ed irragionevole rifiuto al confronto attraverso le primarie, aderendo noi stessi, in questo modo, ad un mezzo sponsorizzato e voluto dallo stesso Partito Democratico, così bocciandole e definendole invece come strumento inutile al fine della esatta ed utile identificazione del miglior candidato.
Chissà cosa ne penserebbe Pier Luigi Bersani se sapesse che parla al vento».
Amaro è quindi lo sfogo di chi non è riuscito a convincere il più grande partito giovinazzese a confrontarsi attraverso lo strumento delle primarie. Comprensibili risultano a questo punto le altrettanto amare considerazioni.
«Questa netta chiusura - prosegue il penalista - che ci sembra, piuttosto, una conservatrice necessità di mantenere lo status quo, costituisce un deleterio sistema per allontanare forze nuove, volenterose e disponibili ad una diversamente improbabile alleanza, provocando, per questo motivo un inevitabile indebolimento del partito e della suprema speranza di riuscire a governare una città, innegabilmente caduta in un periodo di crisi amministrativa ed economica.
Ritengo ancora valido e ragionevole lo strumento del confronto, unica vera soluzione per ottenere consensi che partono dal basso e, finalmente, non più dall'alto, sposando in pieno (e sul serio non a chiacchiere) la tesi di una supremazia popolare in contrasto con un sistema baronale, dispotico ed elitario che proprio dal Partito Democratico (seppur solo giovinazzese), sinceramente non mi aspettavo.
Così non si perde solo l'elettorato (cosa che sta accadendo nel Partito Democratico cittadino, nonostante le bende agli occhi di chi non vuol vedere) ma anche quella dignità politica che vorrei riportare nel cuore dei cittadini e come divisa di ogni politico nuovo stampo».
Francesco Mastro però, seppur deluso dal comportamento dei democratici suoi concittadini, non si dispera affatto. Forse perché adesso ha capito di poter fare benissimo a meno del loro appoggio.
Ecco infatti cosa scrive a fine lettera: «Lo schieramento che mi appoggia si sta sensibilmente allargando, comprendendo ormai quasi tutti i partiti moderati e di centro, tranne ancora il Partito Democratico da una parte e il Popolo della Libertà dall'altra.
Intorno al sottoscritto si sta realizzando una grande coalizione che sarà messa a disposizione di chi vorrà confrontarsi, risultando ancora e soltanto l'unico che ancora apre ai confronti, mettendo a disposizione il proprio elettorato, le proprie capacità e la propria esperienza, sempre e soltanto, direi finalmente, per il bene di un popolo già troppo provato da elitarismi politici».
E pensare che in paese si stava diffondendo la voce di un suo ormai certo isolamento dovuto alla più che probabile discesa in campo di un candidato che avrebbe messo d’accordo tutti i moderati.
Ma tanto si sa, la politica è in continua evoluzione.
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