sabato 28 luglio 2012 Cultura
E intanto sale l'attesa per Caparezza

Rock Festival: partenza in sordina, oggi si replica

Al via la tredicesima edizione. Questa sera sul palco Fast Animals And Slow Kids, Marco Notari & Madam, Vegetable G e K-Ant

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La prima del Giovinazzo Rock Festival
La prima del Giovinazzo Rock Festival © Nicola Marinelli

Il Giovinazzo Rock Festival è diventato un punto di riferimento nell’estate giovinazzese (e non solo), cresciuto grazie alla perseveranza dei giovanissimi del circolo Arci Tressett che ne sono anima e sostanza.

E grazie a quelle istituzioni che hanno creduto nel loro lavoro (la Regione Puglia, la Provincia di Bari ed il Comune di Giovinazzo, enti pubblici che quest'anno, però, hanno ridotto del 40% i loro contributi economici, ndr) oltre a Puglia Sound ed al Momart Musica.

Ieri sera, la consueta location dell'area mercatale ha ospitato il primo... dei quattro appuntamenti di musica totalmente gratuita e accessibile in programma!

La serata, presentata dal giovinazzese Alfonso Camporeale, ha visto subito protagonisti i We Love You, la più recente espressione di rock contemporaneo combinatasi in Puglia.

In essa sono confluiti musicisti differenti per percorso artistico e che, proprio a ragione dei loro curricula, costituiscono una sorta di strana commistione.

A caratterizzarne la forza, ieri sera, un basso paragonabile ad una vera e propria chitarra impazzita, la voce del southern rock senza sesso né età ed una batteria che ha scandito il tempo col rigore di un metronomo.

Subito dopo è stata la volta di Nicolò Carnesi, parlemitano doc, uno dei più talentuosi musicisti emergenti nella scena della musica italiana indipendente.

«È un giovane formidabile ed un attento osservatore della realtà, in modo penetrante ma ironico», hanno affermato gli entusiasti ascoltatori.

Nella sue canzoni, infatti, si delineano sconfortanti scenari della società moderna, di fronte ai quali il cantautore si ritrova, giustamente, disinteressato e annoiato.

Nicolò Carnesi non si pone domande, non cerca una soluzione ai problemi del mondo, lui non può far nulla, può solo musicarlo. Perciò non c’è alternativa, né comunicazione.

A concludere la serata il Disordine Delle Cose, una band piemontese presente sulla scena indipendente italiana dal 2008 e composta, nella sua formazione base, da cinque elementi con diverse e variegate esperienze musicali nel panorama indipendente degli ultimi dieci anni.

La spiccata attitudine al concerto dal vivo li ha portati, fin dal primo anno di attività e senza alcun disco alle spalle, a poter vantare più di quaranta concerti su palchi condivisi con i migliori rappresentanti della musica italiana indipendente e non.

Nel 2009 si sono affermati come una delle band indipendenti rivelazione dell’anno, mentre nel 2010 hanno affrontato un lunga tournée nazionale con quasi cento concerti in tutta italia, tra club e festival sino ad affermarsi definitivamente nel panorama musicale italiano a detta di critica e pubblico.

Il loro pop-rock ha trovato consensi anche ieri a Giovinazzo nella platea di poco più di un migliaio persone, tra semplici curiosi e addetti ai lavori.

Qualche minuto dopo la mezzanotte però le luci si sono spente, e in molti si sono trasferiti all’Eremo per la prima volta in terra di Bari di Lt. Stitchie che ha fatto ballare chi non voleva proprio saperne di andare a dormire sul più bello.

La notte, a quell’ora, era ancora giovane e oggi c’è tutto il tempo per riposare prima della seconda serata del G.R.F., un festival, però, partito decisamente in sordina rispetto agli anni passati.

Per carità, le band hanno suonato bene, senza sbagliare neanche una nota... ma mancava qualcosa. Forse il pubblico.

Questa sera vorremmo un'area mercatale con più giovani, con più entusiasmo. Sul palco saliranno Fast Animals And Slow Kids, Marco Notari & Madam, Vegetable G e K-Ant. A stasera allora, non mancate!

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1 Commento
il 29 luglio 2012 alle 12:38
miki palmi
“Le band hanno suonato bene, senza sbagliare neanche una nota... però mancava il pubblico.” E’ veramente un peccato che una manifestazione di tale importanza sia stata poco partecipata. Per quali motivi ciò è avvenuto? Forse non c’è stata una comunicazione adeguata da parte degli organizzatori o forse non è stata prevista la possibilità di pernottamento e vitto per chi arriva da lontano. Credo che l’utenza cui è diretta la manifestazione arrivi soprattutto da lontano quindi bisogna dargli, in qualche modo, la possibilità di permanere sul posto per uno-due-tre giorni. Una manifestazione che vuole richiamare gli appassionati da tutta Italia ed anche dall’estero (io stesso ne ho sentito parlare a Bruxelles) deve coinvolgere diversi soggetti locali: dal pubblico, alle associazioni (la Pro loco, per esempio, che addirittura evita di pubblicizzare l’evento sul proprio sito), alle attività commerciali, con la possibilità reale per costoro di lavorare.
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