Giovinazzo - martedì 08 novembre 2016 Articolo

Chiude Equitalia, al via la rottamazione delle cartelle di pagamento

Con il D.L. n. 193 del 24 ottobre 2016 è stata introdotta la possibilità, per i contribuenti aventi carichi pendenti con Equitalia, di regolarizzare la propria posizione aderendo ad una definizione agevolata

Equitalia
n.c.
a cura: Avv. Dario Cialdella

È stato appena pubblicato sul sito internet di Equitalia il modulo per aderire alla definizione agevolata dei carichi fiscali. Di tale argomento si è discusso per diverso tempo, ma è arrivato il momento di capire esattamente di cosa si tratta e a chi è rivolta questa nuova disposizione.

Con il D.L. n. 193 del 24 ottobre 2016 è stata introdotta la possibilità, per i contribuenti aventi carichi pendenti con Equitalia, di regolarizzare la propria posizione aderendo ad una definizione agevolata. La norma di riferimento è rappresentata dall’articolo 6 del decreto sopracitato che disciplina i termini e le modalità per accedere a tale agevolazione.

La disciplina appena introdotta riguarda tutti i debiti tributari inclusi in ruoli, cartelle di pagamento ed accertamenti esecutivi, affidati ad Equitalia nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2015. Potranno, dunque, essere rottamati tutti i ruoli relativi ad imposte, contributi previdenziali e assistenziali, tributi locali e violazioni del Codice della strada, purché affidati all’agente della riscossione nel corso degli anni suddetti. Tra le cartelle di pagamento “rottamabili” rientrano anche quelle oggetto di contenzioso tributario. Anche per queste, infatti, è prevista la definizione agevolata, previa – tuttavia – rinuncia alla causa.

In generale, l’agevolazione prevede che ai contribuenti che ne facciano richiesta sia concessa la possibilità di estinguere il debito erariale beneficiando della cancellazione delle sanzioni e degli interessi di mora. Pertanto, oltre alle somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale (imposte, tasse e contributi) resteranno dovuti in misura piena gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo (ossia quelli dovuti dal giorno successivo a quello di scadenza del pagamento fino alla data in cui il ruolo è divenuto esecutivo), nonché le somme maturate a favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio della riscossione, da rideterminare tenendo però conto della sola quota capitale e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo. In ultimo, restano integralmente dovuti gli importi a titolo di rimborso per le procedure esecutive e le spese di notifica della cartella di pagamento.

In pratica, il contribuente, presentando un’istanza ad Equitalia – già disponibile sul sito internet dell’agente della riscossione – entro il 23 gennaio 2017, può manifestare la volontà di chiudere definitivamente la propria posizione debitoria nei confronti della medesima, indicando la modalità prescelta, optando per il pagamento in unica soluzione o rateale. Inoltre, con la presentazione dell’istanza per accedere alla “rottamazione”, il contribuente ha la possibilità di bloccare le azioni esecutive e cautelari dell’agente della riscossione. La legge, infatti, prevede che, in riferimento alle cartelle oggetto di definizione agevolata, Equitalia non possa avviare nuove azioni esecutive (per esempio, fermi amministrativi o ipoteche), ad eccezione di quelle azioni già iscritte alla data di presentazione dell’istanza, e non possa proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate (tranne il caso in cui si sia già tenuto il primo incanto con esito positivo, ovvero, sia già stata presentata l’istanza di assegnazione o sia stato emesso il provvedimento di assegnazione dei crediti pignorabili).

Anche i contribuenti che hanno già in essere un piano di rateizzazione e che risultano in regola con il pagamento delle rate nel periodo dal 1° ottobre 2016 al 31 dicembre 2016 possono optare per la definizione agevolata. L’importo corrisposto dal contribuente prima di aderire alla definizione agevolata a titolo di sanzioni ed interessi di mora e di dilazione non sarà ripetibile dallo stesso. Il debito residuo, invece, sarà estinto con la corresponsione del tributo, degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, dell’aggio e di eventuali spese per le procedure esecutive.

Equitalia, dopo la presentazione del modello per aderire alla “rottamazione” entro il 24 aprile 2017, comunicherà al contribuente l’esatto importo delle somme dovute nonché, in caso di richiesta di pagamento in forma rateizzata, l’importo di ciascuna rata. A tal riguardo, si sottolinea che, al momento, il numero massimo di rate per estinguere il debito è di quattro, laddove le prime due rate saranno ciascuna pari ad un terzo del dovuto, mentre la terza e la quarta saranno pari ad un sesto. La scadenza della terza rata non potrà superare il 15 dicembre 2017 e quella della quarta il 15 marzo 2018.

In caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata, o di una rata di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme dovute in virtù della definizione agevolata, il contribuente decade dal beneficio della definizione agevolata e la definizione non produce alcun effetto. In tal caso, riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto della dichiarazione ed i versamenti effettuati vengono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del carico e non determinano l’estinzione del debito residuo, per il quale l’agente della riscossione proseguirà l’attività di recupero. Inoltre, l’omesso pagamento del quantum dovuto in base alla definizione agevolata fa venir meno, successivamente, la possibilità in capo al contribuente, di poter ricorrere ad ulteriori dilazioni di pagamento.

Un caso particolare è previsto per quanto concerne le contravvenzioni stradali. Il decreto, infatti, stabilisce che potranno essere rottamati esclusivamente gli interessi e le somme aggiuntive dovute per i ritardati pagamenti, restando, invece, integralmente dovuta la sanzione base prevista per l’infrazione.

Alla luce delle particolarità della definizione agevolata appena descritta, occorre quindi verificare caso per caso l’opportunità di aderire o meno a tale previsione. Essa, infatti, mentre può risultare particolarmente conveniente per “vecchi” carichi pendenti aventi una quota interessi di importo rilevante, può non esserlo – a causa dell’esiguo numero di rate al momento previsto – nel caso di cartelle di pagamento, ruoli o avvisi di accertamento esecutivi più recenti.
 

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