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PROFILO DELLA CITTÀ

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  • INDICE DEI CONTENUTI

  • Profilo
  • Clima e Territorio
  • Flora e fauna
  • Economia
  • L’uva e il vino
  • Le olive e l’olio
  • Il latte e i suoi derivati
  • Prodotti ittici
a cura di di Nicola Miccione

Profilo

Dagli antichissimi Dolmen, sommersi da un mare di ulivi, agli austeri palazzi nobiliari, ai modernissimi impianti, la storia di Giovinazzo è passata attraverso i millenni. La cittadina è posta sulla costa adriatica a nord-ovest di Bari, da cui dista circa 18 km.

Giovinazzo ha un’estensione di 44 kmq e una popolazione di 21.418 abitanti. Il suo territorio confina con quello di Bari a sud-est, con quello di Molfetta a nord-ovest, con quello di Bitonto a sud e a sud-ovest con quello di Terlizzi.

L’incanto del borgo medievale, con le stradine tortuose, le strutture che sembrano germinare l’una dall’altra in un continuo gioco di forme e di luci e la mole imponente dell’antica Cattedrale, si unisce al fascino della scogliera adriatica e fa di questa nostra cittadina un lembo di Puglia da scoprire e da ammirare.

Clima e Territorio

Posta a ridosso del celeste Adriatico, nella ridente cittadina pugliese il clima si presenta mite con la consuetudinaria alternanza di inverni piovosi e di estati torride.

I venti sono variabili con predominanza di quelli occidentali che durante la stagione invernale, possono portare delle precipitazioni. Nel periodo estivo, da sud-est e da sud-ovest, il territorio è inondato da aria calda e secca, proveniente dalle regioni africane.

Il sub-strato del territorio di Giovinazzo è formato da calcare della formazione di “Calcare di Altamura”, su cui poggiano strati più recenti di calcareniti, depositi alluvionali (sui fondi delle lame) e lembi di “panchina” in zona costiera.

Il territorio pianeggiante e la corretta umidità del terreno, determinata dalla vicinanza della costa, favoriscono l’agricoltura e lo sviluppo di alcune colture, quali l’ulivo ed il mandorlo. Nel territorio di Giovinazzo, fiorente è anche la coltivazione di ortaggi e di alberi da frutto.

Flora e fauna

Nel vasto agro di Giovinazzo sono diffusi l’origano e l’alloro, nel settore delle erbe aromatiche, mentre la rucola, il basilico, il rosmarino sono le principali piante, nel settore mangereccio. Fra le piante erbacee spiccano la violaciocca, molto profumata e comune in tutto il territorio, il biancospino, la margherita, in due tipi differenti, ed il papavero. Fra le piante arboree crescono fichi, fioroni, ulivi e mandorli.

La fauna di Giovinazzo è simile a quella dell’intero meridione italiano: gatti selvatici, volpi, lepri e diversi tipi di rettili come le bisce e le lucertole. In volo, invece, è facile imbattersi in gufi, falchi e civette, mentre la costa è affollata da numerosi gabbiani, che s’insediano nel piccolo porticciolo.

Economia

Nel porticciolo pittoresco come una bomboniera su cui erge il bastione chiamato affettuosamente “U tammurre”, barche e pescherecci si dondolano. È possibile trovare all’imbrunire i pescatori che tornano e scaricano cassette di pesce azzurro. Nelle pescherie pesce d’ogni tipo è allietato in modo invitante accanto ai polipi di scoglio e ai frutti di mare.

Il territorio livellato e il clima mediterraneo favoriscono il settore primario dell’economia italiana. Le campagne sono ricche di fichi, fioroni e mandorli, ma il fiore all’occhiello della cittadina sono gli ulivi, infatti, il cartello di benvenuto al paese reca la dicitura “Giovinazzo città dell’olio”. Tale pregiato prodotto viene lavorato nei frantoi locali, imbottigliato e venduto a privati, nonché esportato. Anche le mandorle ed i fioroni sono prodotti d’esportazione.

Tantissimi sono coloro che possiedono il proprio pezzo di terra e lo coltivano per il fabbisogno personale o anche solo per amore verso la terra. In questi piccoli appezzamenti si coltiva di tutto: melanzane, peperoni, zucchine, cipolle, rape, patate, pomodori, insalata, ma anche alberi da frutto come limoni, peschi, ciliegi e pere.

Inoltre, sul territorio sono presenti numerose attività artigianali: lavoratori di sartoria e di ricamo, lavorazione di metalli per infissi, falegnamerie, produzioni di latticini e pasta fresca e prodotti di pasticceria e gelateria che richiamano avventori dei paesi vicini e dalla stessa città di Bari. Al servizio dei clienti negozi d’ogni genere come supermercati e discount, mentre sono numerosissimi i pub, le pizzerie ed i ristoranti.

L’uva e il vino

Assieme alla coltura delle olive e delle mandorle, anche la vite rappresenta una fonte importante per l’intera cittadina. Anche a Giovinazzo, si produce l’Aleatico di Puglia Doc, vino tipico di tutta la regione, che prende il nome dall'omonimo vitigno. Si ottiene da uve Aleatico per almeno l’85%, con l'eventuale aggiunta di Negroamaro, Malvasia Nera e Primitivo. Di sapore pieno e moderatamente dolce, l'Aleatico ha una gradazione minima di 15° e si produce nella tipologia “Dolce naturale” e “Liquoroso Dolce Naturale”.

In quest'ultima versione, il leggero appassimento delle uve innalza il tasso minimo di alcolicità fino ai 18,5 gradi. Caratteristica comune è il colore rosso granato con riflessi violacei, tendente all'arancione con l'invecchiamento. È un vino da dessert che si abbina solitamente a preparazioni a base di pasta non lievitata come crostate e a pasticceria secca a base di mandorle. Va servito ad una temperatura di 12-14°C.

Le olive e l’olio

Giovinazzo è la “Città dell’Olio”, perchè la coltivazione dell’ulivo occupa la maggior parte della superficie agraria. La raccolta delle olive a Giovinazzo è un momento particolare di socializzazione e di lavoro di gruppo ed è facile, andando in giro tra i paesi mediterranei, scoprire storie vissute o leggende tramandate, ambientate tra le terre degli ulivi.

Il metodo di estrazione dell’olio, pur avvalendosi dell'ausilio di strumenti meccanici, avviene sempre seguendo i procedimenti antichi: frangitura meccanica, estrazione per spremitura o per centrifuga, solitamente questa operazione avviene a freddo (30°). Esistono due principali metodi di frangitura: il metodo tradizionale a macine, presse e separatore ed il sistema a ciclo continuo. Tuttavia, la qualità dell'olio dipende da diversi fattori primo fra tutti la qualità delle olive, la loro integrità e lo stato di maturazione.

L'olio d’oliva di Giovinazzo raccoglie sempre più estimatori anche non è semplice fare una distinzione tra la vasta scelta offerta dal mercato. L’olio d'oliva vergine è quello derivato per spremitura meccanica delle olive e non per estrazione chimica, esso si differenzia, poi, in una serie di classi merceologiche a seconda del profilo chimico-fisico e, soprattutto, del profilo organolettico. La classificazione degli oli avviene mediante il metodo per la valutazione organolettica dell’olio d’oliva vergine messo a punto dal Consiglio Internazionale Oleicolo (COI), che raggruppa tutti i paesi produttori del bacino del mediterraneo.

L’olio extra vergine ottimale è ben caratterizzato da positive note aromatiche, che cambiano molto a seconda della zona di produzione delle olive, e da un bel colore, variabile a seconda della varietà di olive utilizzate. L’olio di Giovinazzo, che deriva da vari tipi di olive come la “Coratina”, è tipicamente pastoso, molto verde ed aromatico con un fruttato deciso e intenso.

Il latte e i suoi derivati

La produzione casearia della città di Giovinazzo si divide essenzialmente in due settori: i formaggi freschi, a consumo immediato e destinati in prevalenza al mercato locale, ed i formaggi stagionati, che vengono anche esportati. I formaggi tipici della cittadina sono i vari tipi di mozzarella, la ricotta fresca e la burrata.

Prodotti ittici

L’attività peschereccia è di notevole importanza. Nel piccolo porticciolo ci sono barche e pescherecci, mentre in via Cappuccini, all’interno di un immobile in fase di ammodernamento, è ubicato il mercato ittico. Il pescato, inoltre viene avviato direttamente ai centri di distribuzione per mezzo di camion frigoriferi. Il tutto nonostante la preoccupante diminuzione dei pescatori in attività, e degli armeggi presenti nel piccolo porto di Giovinazzo.

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